La professionalità merita maggiore considerazione

In questi ultimi mesi si sono intensificate le trasmissioni televisive e le inchieste giornalistiche sulla riforma del Codice Civile del Condominio.

Tutti indistintamente hanno sollevato obiezioni e considerazioni sui nuovi articoli di legge e sulle nuove incombenze che graveranno sugli Amministratori e conseguentemente sui Condomini.

La doverosa trasparenza e la necessaria professionalità degli operatori del settore obbligherà questi ultimi a maggiori adempimenti e ad una maggiore burocratizzazione, che fatalmente e conseguentemente si ripercuoterà su un aggravio delle parcelle.

Nonostante questo, che non è solo opinione nostra, ma riconosciuta e conclamata dai media locali e nazionali, stiamo assistendo ad un proliferare di offerte da parte di personaggi – non sono Colleghi – che se ne escono con proposte e promesse operative che superano anche le già corpose e pesanti incombenze gravanti per legge, ma a quotazioni assolutamente fuori mercato.

Quaranta, cinquanta, sessanta euro per unità immobiliare – negozio, ufficio o appartamento che sia – non possono essere compensi con una logica commerciale.

Per evitare di essere accusati di corporativismo, facciamo qui, per il Condomino lettore e per chiunque sia interessato, una breve disamina, partendo dal prezzo medio fra quelli sopra riportati.

Prendiamo in considerazione uno Studio che amministri un migliaio di unità immobiliari, il ché vale a dire uno Studio di media grandezza, che gestisca, cioè, trenta fabbricati da trenta unità o quaranta fabbricati da venticinque unità, per un fatturato totale di 50.000,00 Euro.

Qui ci fermiamo, poiché in presenza di fabbricati più piccoli – 10/15 unità – il problema si aggraverebbe.

Per gestire un migliaio di unità necessita avere un collaboratore, in quanto il solo Amministratore non sarebbe sufficiente ed in grado di svolgere bene e professionalmente l'incarico.

Un collaboratore costa 35.000,00 Euro tutto compreso.

A questa spesa si aggiungono le spese generali : affitto dell'ufficio, spese di gestione, telefono, computer, fax, sistemi di stampa ecc. che potremmo quantificare, pur se chiaramente superiori, ed è ben comprensibile, in 5.000,00 Euro annui, per fare cifra tonda.

Lo Studio – a fronte di un incasso lordo di 50.000,00 Euro - costerebbe non meno di 35.000,00 Euro.

Al “povero” operatore del settore - perché egli non può essere considerato Amministratore professionista – resterebbero 15.000,00 Euro annui, da cui si dovranno detrarre le doverose tasse di almeno 3.500,00 Euro ed il residuo netto sarebbe ben misera cosa, per l'attività di un anno pieno di responsabilità ed incognite.

Siamo, infatti, sicuri che il o i suddetti operatori potrebbero vivere con quello che rimane in tasca, ben inferiore a quello che percepirebbe un semplice, bravo loro collaboratore?

Ed allora come faranno?

Non lo sappiamo, o non vogliamo saperlo, ma se qualche Condomino, gestito in questo modo, vorrà verificarlo non dovrebbe avere problemi.

Si potrebbe obiettare che un migliaio di unità immobiliari sono poche?

Raddoppiamole, anche se è il caso di chiedere a tanti bravi, onesti e preparati Colleghi, quanti di essi hanno in gestione un tal numero di unità.

Con cento fabbricati da venti unità o cinquanta da quaranta unità – vale sempre il discorso che per fabbricati più piccoli il lavoro in proporzione aumenta – si percepirebbero 100.000,00 Euro lordi, ma necessiterebbero almeno due collaboratori.

Le spese conseguenti, fra dipendenti, affitto, spese generali, telefono o apparecchiature tecnologiche ecc., non sarebbero inferiori a 70.000,00 Euro.

Ne resterebbero 30.000,00 lordi, a cui si dovranno togliere le sempre doverose tasse, che non dovrebbero essere lontane da circa 8.000,00 Euro.

Voi mi dite che per: 22.000,00 : 12 = 1.830,00 Euro mensili uno pseudo professionista si assumerebbe responsabilità civili e penali, oneri d'impresa e ogni e qualsiasi altro dovere?

Per incassare come un suo dipendente e senza pensione a fine “carriera”??

Non scherziamo!

E allora come fa?

Non lo sappiamo, o meglio, lo immaginiamo: a Voi accertarlo, per rispetto verso i veri Professionisti.

Un suggerimento, comunque, lo possiamo dare:

quando avrete necessità di scegliere un Amministratore, non fermateVi al solo “prezzo” , valutatene l'affidabilità, l'organizzazione, visitatene lo studio e studiatene le referenze.

E quando passerete alla valutazione economica non fermatevi al costo unitario, guardate tutte le richieste di emolumenti elencate nell'offerta economica e poi chiedete quanti crediti formativi obbligatori per Legge ha maturato il professionista nell'anno precedente la eventuale Vostra nomina, e chiedetene certificazione scritta .

Se avrà maturato numerosi crediti formativi, oltre ad aver soddisfatto i Vs. approfondimenti, difficilmente Vi troverete a mal partito, ma dubitiamo otterrete condizioni economiche non professionali.

 

Franco Folli