Ecobonus 110% per la riqualificazione energetica: cappotto termico e isolamento delle facciate

Da qualche mese ormai stiamo approfondendo la normativa relativa all’Ecobonus 110% andandone a scandagliare gli aspetti principali. Stavolta parleremo di isolamento delle facciate e quindi, principalmente, di cappotto termico.
Abbiamo visto nei nostri precedenti articoli che la conditio sine qua non per ottenere la cospicua detrazione fiscale è il salto della doppia classe energetica, che si può raggiungere eseguendo una serie di interventi sull’edificio. Questo perché l’obiettivo di questa grande operazione è la riqualificazione energetica (e non solo) del patrimonio immobiliare italiano.

In quest’ottica gli interventi realizzabili si dividono in interventi trainanti ed interventi trainati. I trainanti sono obbligatori (in poche parole, un intervento inserito tra i trainati non può essere realizzato se non è presente almeno un intervento trainante, vedi come esempio quello della pompa di calore).

Con l’isolamento termico dei prospetti esterni l’edificio consuma meno

L’intervento trainante per eccellenza è quello volto all’isolamento termico del fabbricato: il cappotto termico. Si tratta di un’operazione di efficientamento energetico volta al miglioramento della performance termica dell’involucro edilizio. Il cappotto termico, se ben progettato ed eseguito, già da solo può in molti casi migliorare di due classi il rendimento energetico dell’immobile.

Il “Decreto Rilancio” (che contiene la normativa relativa all’Ecobonus 110%) indica come ammessi in detrazione gli interventi di isolamento termico che interessano l’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie lorda dell’immobile. Quando l’intervento viene eseguito sull’intero immobile, è possibile usufruire dell’agevolazione fiscale anche per i singoli appartamenti.

Esistono diverse soluzioni tecniche e tecnologiche per realizzare un adeguato intervento di isolamento termico. Le tecnologie applicate possono variare a seconda del contesto climatico, della destinazione d’uso dell’edificio, dei vincoli normativi e anche della disponibilità economica del proprietario dell’immobile.

Sono poi ammissibili in detrazione anche alternative valide al “classico” termo-cappotto con isolante in EPS: una di queste è la facciata ventilata (o parete ventilata). Si tratta di un particolare rivestimento delle pareti che prevede l’applicazione a secco di pannelli modulari (in gres porcellanato) non strettamente aderenti alla struttura. Si ottiene quindi un’intercapedine che consente al suo interno la circolazione naturale dell’aria: si crea un “effetto camino” che permette il fluire dell’aria in modo più o meno controllato a seconda delle necessità stagionali

Utilizza lo strumento della cessione del credito per far partire i lavori

L’ammontare economico dei lavori di isolamento termico può essere elevato ma per questo ricordiamo lo strumento della cessione del credito, che alleggerisce il proprietario dell’immobile velocizzando la partenza dei lavori e fluidificando la disponibilità economica delle parti. C’è tempo fino al 16 marzo 2021 per comunicare all’Agenzia delle Entrate l’eventuale cessione del credito per le spese sostenute nel 2020.

A vigilare sugli interventi realizzati e sui risultati raggiunti è l’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Sul sito dell’ENEA è possibile trovare tante informazioni utili sulle detrazioni fiscali e sugli interventi ammessi in detrazione, oltre a un servizio di consulenza online e a una corposa sezione FAQ.

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