Disabilità in condominio e qualità dell’abitare: via le barriere architettoniche, largo alle soluzioni per favorire la mobilità!

 

Quello delle innovazioni strutturali condominiali legate alla disabilità è un tema sempre molto attuale: spesso per eliminare le barriere architettoniche e favorire l’inclusione, soprattutto negli edifici più vecchi è necessario intervenire con lavori, affrontandone tutte le conseguenze.

 

D’altra parte, favorire la mobilità di disabili e anziani è un segno di civiltà. Gli immobili di ultima generazione sono già ben adeguati: ascensori a norma dotati di misure di sicurezza particolari, con sistemi visivi e sonori pensati per chi ha una ridotta mobilità oppure vive altre tipologie di disabilità; rampe per accesso all’ingresso prive di barriere architettoniche e altre soluzioni che semplificano la vita di chi ha qualche difficoltà.

 

Gli immobili più “datati”, invece, soffrono a causa di difficoltà strutturali: vedi le porte o il vano scala troppo stretti, gli ascensori inadeguati, le barriere e i dislivelli all’ingresso del palazzo e altri “ostacoli” a una buona qualità della vita di tutti i condòmini, nessuno escluso.

 

Quali sono i diritti di un disabile che vive in condominio? Cosa si può e si deve fare?

Innanzitutto, va chiarito che l’inserimento di sistemi a favore della disabilità è un diritto dei portatori di handicap che vivono all’interno del condominio. Il problema sorge quando l’assemblea non è d’accordo sulla suddivisione della spesa: in questo spiacevole caso, il condomino titolare del diritto dovrà accollarsi tutti i costi relativi all’introduzione di innovazioni o di soluzioni che possano rendergli la vita più semplice.

 

Va specificato che il diritto sussiste anche se il condomino non vive direttamente una disabilità ma ha necessità di ospitare in casa un familiare con mobilità ridotta (o portatore di handicap); è ovvio che l’accesso al suo appartamento dovrà essere facilitato.

 

Rampe d’accesso, pedane, montascale, ma anche installazione di un ascensore a norma o adeguamento di quello esistente (interno o esterno all’edificio a seconda dello spazio disponibile nel vano scala): un disabile (o un familiare) ha sempre il diritto di adeguare il condominio alle proprie necessità di vita. Gli interventi di adeguamento dovranno essere sottoposti al vaglio dell’Assemblea, che potrà esprimersi unicamente sull’eventuale impegno di spesa da parte del Condominio ma non potrà impedire al singolo avente diritto, nel caso di mancata delibera, di effettuare a proprie spese l’intervento.

 

Oggi i sistemi abitativi che favoriscono l’inclusione sono sempre più efficienti e dotati di sistemi di sicurezza all’avanguardia. Hai necessità di intervenire per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel tuo condominio? Contattaci subito per una consulenza completa!