Dallo smartworking al Superbonus, com’è cambiata la gestione condominiale con la pandemia. Ne abbiamo parlato a Detto tra Noi

 

Un anno e mezzo fa la nostra vita è stata stravolta. La pandemia ha fatto diventare reali scenari distopici, fantascientifici. Per entrare in banca, in azienda o in un edificio pubblico dobbiamo sottoporci alla rilevazione della temperatura, dobbiamo igienizzarci le mani prima e dopo, dobbiamo indossare una mascherina. L’impatto di tutto questo, e soprattutto del lockdown, sulle nostre vite è stato fortissimo. E continua ad essere rilevante.

 

Il cambiamento, tuttavia, ha investito le nostre vite personali in tutti gli ambiti, comprese le modalità di vivere la casa e gli spazi di lavoro. Più in grande, il modo di vivere in condominio. Di conseguenza, la gestione condominiale ne ha risentito, e anche parecchio.

 

Smartworking e bonus fiscali: ripensiamo le nostre case

 

Durante il lockdown, a causa della didattica a distanza e del lavoro da remoto, abbiamo modificato i nostri spazi abitativi: la casa è diventata luogo di studio e di lavoro e, di conseguenza, è aumentata la richiesta - sia in termini quantitativi che qualitativi - di nuovi servizi. Un esempio lampante è quello della connessione Internet che è diventata bene di prima necessità al pari dell’acqua e dell’energia elettrica. Gli spazi prima destinati solo all’abitare oggi sono stati rimodulati e sono emerse nuove esigenze.

 

Tra queste, quella di migliorare le nostre case sia dal punto di vista estetico che da quello funzionale. Ed è qui che entrano in gioco i numerosi bonus fiscali messi a disposizione dal Governo con l’obiettivo di accrescere il pregio del patrimonio immobiliare e l’efficienza energetica degli edifici. Con grande giubilo di tutti noi che, grazie agli incentivi, risparmiamo soldi, aumentiamo il valore delle nostre abitazioni e partecipiamo a un piano di miglioramento collettivo.

 

Il meccanismo della cessione del credito con sconto in fattura ha reso infatti più facili interventi prima molto costosi e si è arrivati, oggi, a una vera e propria “febbre da bonus”. Nel 2020 e nel 2021 il bonus facciate 90% ha avuto grande successo, anche se limitato a interventi meramente estetici, perché sottoposto a un minor numero di cavilli burocratici.
Nel 2021 cominciano a decollare gli interventi di Superbonus 110%, sicuramente più sostanziali e utili, ma la richiesta è diventata talmente alta che il Governo ha già preannunciato la proroga al 2023 che, purtroppo, non sarà sufficiente a soddisfare la domanda di tutti. In questi giorni si sta parlando della bozza della nuova legge di bilancio, si parla di un decremento delle aliquote a partire dal 2024 ma è tutto ancora in embrione, non ci sono certezze.

 

Aumenti energetici: la grande criticità di questa fine 2021

 

Il momento attuale è reso ancor più critico da una problematica di cui si parla troppo poco: quella relativa agli aumenti energetici. L’impatto di questo rincaro dei prezzi è notevole sulle famiglie che, a livello di programmazione economica, dovranno ricalibrare i propri bilanci per far fronte agli aumenti in bolletta. E così anche la gestione condominiale, a livello previsionale, dovrà essere più attenta e accurata che mai per non andare a gravare sui residenti.

 

Assemblee condominiali e pandemia: qual è la soluzione migliore?

 

In tema di assemblee condominiali nell’ultimo periodo abbiamo assistito un po’ a tutto: assemblee online, ibride, in presenza, con Green Pass e senza Green Pass. Gli amministratori di condominio, e anche i condòmini, si sono dovuti adattare alla rivoluzione ancora in corso e con un po’ di pazienza e disponibilità anche noi in Condominal abbiamo trovato la soluzione che ci sembra migliore.

 

La nostra sala riunioni, originariamente da 40 posti, adesso ci consente di ospitare al massimo 10 persone. Dobbiamo ancora ricorrere all’utilizzo di ampie sale esterne all’ufficio per garantire un adeguato distanziamento e una corretta cubatura d’aria per i condomìni più numerosi. L’assemblea online comincia piano piano a decollare, anche se, su determinati temi complessi come il Superbonus, l’utenza dimostra di preferire la modalità in presenza anche per il senso di maggiore coinvolgimento e maggiore empatia tra tutti.

Il rapporto è più diretto e magari ci si capisce anche meglio, e in presenza si garantisce maggiore trasparenza. L’assemblea in presenza, secondo la nostra esperienza, è anche più inclusiva perché non tutti hanno Internet, PC e sistemi di connessione da remoto (in special modo le persone più anziane). Tutti, invece, hanno diritto di partecipare alla vita di condominio e la modalità in presenza offre questa opportunità.

 

L’assemblea ibrida, in parte in presenza e in parte collegati da remoto, è una forma che può generare, nella pratica, un po’ di confusione e il rischio alto è quello di tenere fuori le persone collegate da casa che spesso e non riescono a interagire. Per questo in Condominal continueremo a fare assemblee in presenza, fin quando la situazione ce lo consentirà.

 

Se hai bisogno di informazioni o chiarimenti chiamaci subito, saremo felici di esserti d’aiuto!